27 ottobre 2016

L’invasione della cimice asiatica e le conseguenze

Il punto sulla situazione, e possibili soluzioni al problema della cimice asiatica.

Halyomorpha halys, in arte “cimice asiatica” è la sgradevole protagonista di questo Ottobre 2016, anche se il primo esemplare è stato rinvenuto quattro anni fa, in provincia di Modena ( uno dei primi ritrovamenti è di un membro del nostro staff, in collaborazione con l’università di Modena e Reggio Emilia).

Protagonista in quanto, grazie all’ambiente favorevole (climi umidi e elevata quantità di cibo) si è riprodotta ed insediata nel giro di pochi anni ad un ritmo ormai insostenibile, diventando problematica nonostante la non pericolosità nei confronti dell’uomo e degli animali.

Ciò che rende estremamente dannoso questo insetto fitofago è la sua voracità nei confronti delle colture agricole presenti in maggioranza in nord italia (pesco, melo, pero, ciliegio, lampone), oltre alle elevate capacità riproduttive, che le permettono di proliferare al ritmo di 250 uova per singolo accoppiamento, con uno sviluppo in esemplari adulti in approssimativamente 2 mesi a seconda della temperatura e della dieta.

Com’è stata possibile però, nonostante il largo uso di insetticidi nelle aree agricole padane, il così veloce proliferare di questo infestante? La risposta risiede nel modo in cui si nutre e si muove.

La maggior parte degli insetticidi, essendo da “ingestione”, non è efficace sulla cimice asiatica per via del suo modo di nutrirsi: l’insetto introduce l’apparato boccale in profondità nel frutto, evitando così la buccia avvelenata, ed andando a creare in molti fruttiferi e ortaggi, delle ferite o necrosi sulla superficie dei frutti. Inoltre, gli insetticidi da contatto risultano poco efficaci per via dell’abitudine a spostarsi frequentemente di questo insetto, rendendo quasi del tutto inefficace la disinfestazione a zone.

Sono stati però sviluppati recentemente appositi ormoni utilizzabili come esca in trappole per cattura massiva e di controllo, facilitando così finalmente le disinfestazioni mirate e la limitazione della riproduzione dell’insetto in piccole aree.

Trappola cimice asiatica

 

Come liberarsi delle cimici in casa

Anche se non pericolose per l’uomo, le cimici stanno diventando un problema anche per i cittadini.

Infatti questo insetto ha la fastidiosa abitudine di svernare in ambienti caldi durante la stagione autunnale, appartandosi quindi nelle abitazioni limitrofe alle zone agricole (e non) e invadendo ogni anfratto in gran numero.

Oltre al classico metodo “foglio e bicchiere” si possono utilizzare le trappole per la cattura in zone esterne alla casa, limitando quindi il numero di insetti che provano ad entrare in casa.

Si possono anche utilizzare degli insetticidi a base di piretro naturale, risultato molto efficace spruzzato attorno ai battenti delle finestre o comunque in qualunque possibile ingresso dell’insetto, oltre che alle pareti, anche se la particolare formulazione di questi insetticidi non ne permette un’efficacia duratura nel tempo, mentre gli insetticidi a base di acetamiprid sono risultati sempre efficaci, oltre ad avere minore volatilità, e quindi attivi più a lungo.

 

[Foto in testa: sorgente en.wikipedia.org]

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1 commento
  1. […] Nel caso in cui si abbia delle colture da proteggere, soprattutto fruttifere, ne consigliamo caldamente l’utilizzo per monitoraggio, così da sapere esattamente quando trattare con insetticidi ad ampio spettro da contatto, e debellare l’infestazione sul nascere. (maggiori info al seguente link http://blog.gogoverde.it/2016/10/27/cimice-asiatica-situazione-emergenza/) […]


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