24 febbraio 2017

Guide |

Guida alla progettazione di un impianto di irrigazione per giardino

Guida alla progettazione ed esecuzione di un impianto di irrigazione in giardino residenziale

Scopo principale dell’impianto di irrigazione di un giardino è quello di distribuire acqua in modo uniforme su prato e piante.

Non essendo il giardino un appezzamento regolare come un campo coltivato, si dovranno adottare sistemi di irrigazione con pop-up a scomparsa per il tappeto erboso, irrigatori a pioggia su colonnetta per le aiuole, ale gocciolanti per siepi, ortive, e per tutte le piante che non tollerano la bagnatura delle foglie (sviluppo di malattie fungine). Prima di tutto eseguite un rilievo del vostro giardino, disegnando il perimetro, i fabbricati, le aree da non irrigare, riportando le distanze e le misure in metri.

Disegnate poi le aree a pioggia (tappeto erboso, aiuole), e quelle a goccia (siepi, orto, ecc.) evidenziando alberi a chioma alta o bassa e le zone da irrigare esposte a nord. Segnate i dislivelli rispetto alla presa d’acqua. Se è già presente una pompa oppure utilizzerete l’acquedotto, calcolate la portata e la pressione alla fonte del vostro impianto. Se utilizzerete l’acquedotto, la portata potete calcolarla utilizzando un recipiente graduato, ad esempio un secchio, e calcolando i litri/minuto con apertura totale, la pressione si può determinare collegando ad un tubo un manometro ed aprendo totalmente la valvola.

Pressione e portata sono facilmente determinabili se avete una pompa installata ( sommersa o di superficie); la pressione è riportata sul libretto di dotazione e solitamente è espressa in m.c.a. (metri colonna acqua), ed è espressa da un min. a un max ( ad es. prevalenza di 30 – 60 mt significa che la pompa fornirà una pressione minima e massima di 3 – 6 bar). Le pompe più usate per gli impianti di irrigazione hanno una portata (Q) compresa tra 30 e 200 lt\min e una pressione di 3\6 bar.

La scelta della pompa varia in base al fabbisogno idrico del vostro giardino e al tipo di approvvigionamento idrico disponibile

  1. Se da cisterna, pozzo poco profondo
  2. laghetto, canale, è meglio una pompa autoadescante ad asse orizzontale
  3. per pozzi trivellati meglio pompa sommersa.

Prima di scegliere la pompa dovrete calcolare il fabbisogno idrico del vostro giardino il quale varia in base alla latitudine, al periodo e al tipo di terreno.

Mediamente si può considerare che:

  • con clima secco a 45 gradi latitudine un prato ha bisogno di 4-5 mm di acqua \giorno (4-5 lt\mq) che possono essere aumentati di 6-7 lt nelle regioni meridionali. Per prati di erbe rustiche tipo festuche si può ridurre tale quantità di un 25-30%.
  • siepi di primo impianto : 4 lt\giorno per metro lineare
  • siepi sviluppate : 8 lt\giorno per metro lineare
  • arbusti : da 8 a 16 lt\giorno per metro lineare
  • alberi ornamentali o da frutto : 40-60 lt\giorno\pianta
  • orto: 4-5 lt\giorno per mq

La somministrazione può avvenire in 2 soluzioni per terreni sabbiosi ( in questi terreni è preferibile aumentare la quantità di acqua somministrata perché maggiore è l’evapotraspirazione), o in 1 soluzione per terreni argillosi.

L’irrigazione deve essere effettuata preferibilmente nelle prime ore del mattino, e soprattutto non in tarda serata o addirittura a notte inoltrata.

Irrigando il tappeto erboso la sera o di notte infatti, il terreno resta bagnato troppo a lungo, con conseguente sviluppo di malattie fungine a carico dell’apparato radicale quando la temperatura è superiore ai 25 gradi.

Determinato il fabbisogno idrico totale giornaliero si potrà scegliere la pompa con la portata più idonea.

Primo passo: disegnare una planimetria del proprio giardino

  1. La planimetria dovrà contenere tutte le informazioni necessarie per il posizionamento dell’impianto. Si disegna su carta millimetrata in scala 1:100 o 1:200 prima il perimetro esterno, poi la casa, gli altri edifici i sentieri, i camminamenti, le zone a prato, le siepi, le aiuole, gli alberi, riportando le quote in metri
  2. Creare sulla carta zone possibilmente omogenee, rettangolari o quadrate, che andranno etichettate (zona A,B,C,…), evidenziando quali saranno a pioggia, a goccia, o a d aspersione. Questa operazione è importante per creare la suddivisione in settori

    zone impianto irrigazione

    Suddivisione a zone impianto di irrigazione

  3. Determinare la portata e la pressione nominale del proprio impianto (fonte idrica): la portata (litri al minuto), nel caso la fonte idrica sia l’acquedotto si determina dal contatore oppure tramite un recipiente graduato ad esempio un secchio, ed aprendo completamente il rubinetto, si determineranno i litri erogati nell’unità di tempo. Considerate che negli acquedotti comunali, di solito la portata non è costante ma varia in base all’orario in cui effettuerete la prova.

Nel caso il prelievo idrico sia effettuato da pozzo o lago o canale, la portata è riportata nel libretto tecnico della pompa e va da un minimo ad un massimo. La pressione si determina nel caso di acquedotto, tramite l’utilizzo di un manometro, da applicare tramite raccordo, al rubinetto. Nel caso di pompa sommersa o di superfice, la pressione è riportata nel libretto tecnico in dotazione.

La suddivisione in settori

E’ importante, prima di procedere all’installazione dell’impianto, creare sulla carta i vari settori, in base alla portata della fonte idrica (pompa o acquedotto), e alla tipologia delle zone irrigue (zone omogenee). Il calcolo della quantità di acqua necessaria a ogni settore si esegue in questo modo :

Zone a pioggia

Scelta del tipo di irrigatore

che negli impianti automatizzati è di solito del tipo a scomparsa da interrare, statico o dinamico; sono formati da un corpo cilindrico esterno e d una torretta interna che emerge di 5/10 cm (anche 15 o 30 cm per alcuni tipi), durante il funzionamento, per poi ritornare a livello del terreno a fine ciclo di irrigazione.

Irrigatori statici

Sono adatti ad irrigare piccole aree ( fino a 500 mq e con forme irregolari) e sono dotati di una testina o ugello, che varia in base al raggio (gittata), e all’angolo di lavoro. Sulla testina è riportato di solito un numero seguito da una o più lettere; il numero indica la distanza di installazione in piedi (cm 30,5) consigliata tra un irrigatore e l’altro con pressione di 2,0 bar all’irrigatore. La/le lettere, indicano l’angolo di lavoro (F=full 360°- H=half 180° – T=terzo 120° – Q=quarto 90° – SQ=square quadrato – EST=end strip striscia finale – CST center strip striscia centrale – SST=side strip striscia laterale – B=bubbler ad allagamento – VAR angolo variabile. La pressione consigliata varia da 1,5 a 2,5 bar. Il raggio (gittata), varia da 0,80 a 5,5 mt. Sulla sommità della testina è posta una vite che funge da rompigetto, permettendo di ridurre il raggio di lavoro per evitare di bagnare muri o marciapiedi.

Sono disponibili sul web, le tabelle delle prestazioni degli irrigatori, fornite dalle aziende produttrici, molto utili per scegliere l’irrigatore più adatto in base alla zona da irrigare. Rispetto agli irrigatori dinamici, hanno una migliore uniformità di distribuzione.

Irrigatori dinamici o a turbina

Sono i più usati nei giardini di medie e grandi dimensioni, hanno la testina rotante, il corpo ha dimensioni maggiori rispetto a quello degli statici, perché all’interno è posta una turbina e un sistema di ingranaggi che fanno ruotare la testina. Sono provvisti di una serie di ugelli intercambiabili in base alla gittata richiesta, mentre l’angolo di lavoro si regola mediante vite posta sulla torretta.

Sono dotati di vite rompigetto per ridurre la gittata. Si tratta di irrigatori che hanno un raggio d’azione variabile dai 5 ai 20 metri e oltre. Naturalmente all’aumentare del raggio d’azione aumenta anche la portata d’acqua. La pressione di esercizio varia dai 2 ai 4 bar. La distanza di installazione consigliata è pari al raggio d’azione. In proporzione all’area bagnata, gli irrigatori dinamici, consumano meno acqua rispetto agli statici.

NOTA : mentre gli irrigatori statici hanno una portata proporzionale al settore di lavoro prestabilito, per mantenere tale proporzione con gli irrigatori dinamici, occorre cambiare il diametro dell’ugello in base alla superficie da irrigare, utilizzando un ugello inferiore per angoli inferiori e viceversa ( ad esempio ugello n. 2 per settori a 90° e ugello n. 3 per settori a 180°).

Determinare il tipo di irrigatore da usare, ed il numero di irrigatori per ogni settore, in base alla portata e pressione disponibile, utilizzando le tabelle delle prestazioni degli irrigatori.

Con l’ausilio di un foglio di carta millimetrata e un compasso (oppure con un programma di disegno tecnico)

esempio irricad schema

si effettua il posizionamento degli irrigatori come in figura,nelle varie zone a prato, partendo dagli angoli.

Ad esempio, per un rettangolo, di 10 x 7 metri, si disegneranno prima i 4 irrigatori negli angoli. Si ha la bagnatura ottimale quando il getto dell’irrigatore raggiunge l’irrigatore opposto, quindi possiamo dire che la distanza ottimale tra un irrigatore e quello successivo, corrisponde al suo raggio d’azione. Se la copertura, dopo avere posizionato gli irrigatori a 90° negli angoli (n°1, 2, 3 4), non è sufficiente, possiamo aggiungere irrigatori lungo il perimetro, con copertura a 180° (5 e 6), aree pioggia irrigatori

e per ultimo inserire gli irrigatori con copertura a 360° (7) Irricad aree pioggia

In questo modo avremo ottenuto la copertura ottimale.

Importante è non utilizzare nello stesso settore irrigatori statici e dinamici, avendo portate differenti si apporterebbero quantità di acqua diverse nello stesso settore.

Dopo il posizionamento sulla carta, si attribuisce ad ogni irrigatore un numero in progressione, e per ogni irrigatore, il raggio d’azione ed il relativo ugello, l’angolo di lavoro (ad esempio 90°, 180°,….), e la portata in lt/min.

Elencati sulla carta tutti gli irrigatori necessari ad irrigare tutte le zone a pioggia, si dovrà fare la somma delle portate di ogni irrigatore, e ottenere la portata totale in lt/min. Ad esempio, se la somma è 200 lt/min e la fonte idrica fornisce una portata max di 70 lt/min, si dovrà suddividere l’impianto in 4 settori (esclusi eventuali settori a goccia).

Ho scritto 4 anche se il calcolo fornisce un risultato di 3 settori, perché si devono sempre tenere in considerazione le perdite di carico dell’impianto (vedi nei paragrafi successivi). Il consiglio relativamente alla richiesta idrica di ogni settore è di tenere un margine di sicurezza di almeno un 20%, per evitare scompensi nella resa di ogni singolo irrigatore.

Questo perché la pressione iniziale, cala progressivamente con la distanza, e non dovrebbe mai scendere oltre il 15-20%. Importante: suddividere la portata dei settori in modo proporzionale, cercando di ottenere per ogni settore la stessa portata d’acqua (vedi tabelle seguente)

Creare una tabella riassuntiva della suddivisione in settori: schema impianto irrigazione

Zone a goccia

L’irrigazione a goccia si utilizza per siepi, ortaggi, fiori, bordure, alberi, aiuole, tramite l’ala gocciolante, che è un tubo forato a distanze equivalenti per tutta la sua lunghezza e al cui interno, in prossimità dei fori è posto un cilindretto o una piastrina con labirinto in cui il flusso dell’acqua viene rallentato, provocando il gocciolamento. L’ala gocciolante può essere di tipo leggero o pesante, in base allo spessore del tubo.

Normalmente negli impianti di irrigazione dei giardini si utilizza il tipo pesante, pluri stagionale, che deve durare più anni. Nella prevalenza degli impianti domestici, per siepi e alberature si utilizza l’ala gocciolante diametro 16 o 20 mm, con distanza tra i gocciolatori di 30 cm e portata di 2,0 lt/ora. Importante è calcolare in base all’uniformità di emissione, che la portata dei gocciolatori sia costante dall’inizio alla fine della tratta.

Le moderne ale gocciolanti permettono uniformità di distribuzione anche per lunghezze notevoli oltre i 200 mt. I produttori forniscono le tabelle tecniche nelle quali sono riportati i valori e le lunghezze consigliate, in base alla pendenza, alla pressione, alla spaziatura, al tipo di ala.

Le perdite di carico ed il sezionamento di valvole e tubazioni

Si tratta di perdite di pressione che si verificano all’interno delle condotte e delle apparecchiature (valvole, filtri, ecc.) e sono dovute ai seguenti fattori: velocità dell’acqua all’interno della condotta, attrito sulla parete di scorrimento, strozzature, curve, diramazioni, valvole, filtri, aria disciolta nell’acqua.

Tutti questi elementi determinano, in base alla loro incidenza, una diminuzione progressiva della pressione iniziale, ed è buona norma, nel calcolo delle perdite di carico che non superino il 20% della pressione iniziale. I coefficienti relativi alla perdita di carico vengono forniti dai produttori dei tubi, in base alla tipologia.

Nella progettazione dell’impianto di irrigazione è importante conoscere le perdite di carico per poter scegliere il diametro più adeguato delle tubazioni, che deve essere per ragioni economiche, il minore compatibilmente con le massime perdite di carico ammissibili.

Parliamo un po’ di numeri

Ad esempio, con una portata di 36 lt/min, tubo in polietilene (PEAD o PEBD) ed una lunghezza di 20 mt è sufficiente un diametro del tubo di 25 mm (Y= 9,87 X 20MT / 100= 1,97 MCA) dove: Y=perdita di carico; 9,87= coefficiente; 20mt= lunghezza della condotta; 100= lunghezza di riferimento; 1,97= perdita di carico espressa in metri colonna acqua MCA >( 1 bar corrisponde ad una colonna acqua alta 10 mt con base cm 10×10), nel nostro caso le perdite di carico sono di 0,197 bar, quindi entro il limite tollerato che si considera normalmente 0,3-0,35 bar.

Se la lunghezza della tubazione fosse di 50 mt le perdite di carico salirebbero a 0,5 bar, quindi si dovrebbe scegliere il diametro successivo: 32 mm. Occorre anche aggiungere una % del 10-15% relativa agli altri elementi che compongono l’impianto : valvole, raccordi, filtri, ecc.

Tutto questo è molto importante, per evitare il rischio di ritrovarsi con pressioni troppo basse all’irrigatore, e prestazioni conseguenti al di sotto del minimo ammissibile, addirittura in certi casi, quando si sono sbagliati i sezionamenti, la pressione nemmeno sufficiente per alzare la torretta dell’irrigatore.

Tracciati tubazioni e gruppi valvole

Si dovrà disegnare la linea di tubazione primaria, ed il punto di raccordo, che collegherà la fonte idrica all’impianto, ai vari settori, e dalla quale, tramite il gruppo valvole, si dipartiranno le linee secondarie di adduzione.

Si può prevedere anche l’inserimento di una valvola principale (master valve), da inserire tra la fonte idrica ed il/i gruppi valvole di comando. Prevedere anche l’inserimento a monte dell’impianto di una valvola generale a chiusura manuale, utile in caso di rotture, per la chiusura tempestiva dell’impianto e di un filtro a rete o dischi di portata idonea, per la trattenuta delle impurità se si utilizzano acque non perfettamente pulite e settori a goccia, per evitare l’intasamento delle ale gocciolanti  .

Rispettare la direzione dell’acqua riportata sul filtro e montarlo in modo da effettuare la pulizia e/o lo spurgo (si monta come in figura a testa in giù).

Il diametro della tubazione primaria deve essere sempre superiore alle tubazioni secondarie. Importante nella tracciatura delle tubazioni scegliere sempre le linee dirette riducendo al minimo curve o cambiamenti di direzione.

Creare i gruppi valvole se possibile vicino alla fonte idrica, in zone non bagnate dagli irrigatori, per evitare di essere bagnati durante le operazioni di manutenzione e collaudo, installandoli in pozzetti provvisti di drenaggio, o meglio, all’interno di locali protetti, dove sono al riparo dall’umidità e più facilmente accessibili per la manutenzione.

Il collegamento della tubazione agli irrigatori deve essere predisposto in modo da ridurre al minimo le perdite di carico, le soluzioni da adottare sono queste:

oppure ad anello, cioè si parte dalla valvola con un raccordo a T, poi si collegano tutti gli irrigatori del settore e dall’ultimo si torna alla valvola. Questo comporta un utilizzo maggiore di tubazione ma riduce a zero le perdite di carico.

Posa e manutenzione

Quanto più accurata sarà la posa, minima sarà la manutenzione successiva. Prima di iniziare gli scavi, occorre picchettare i punti irrigatore e i punti valvola, evitando di posizionare gli irrigatori dietro alberi o cespugli.

Segnare i tracciati degli scavi con calce o gesso in polvere, o nel caso si utilizzi una escavatrice meccanica, può essere comodo utilizzare un filo da cantiere bianco, da tendere adiacente alla linea di scavo, utilizzandolo come guida di avanzamento a filo ruota.

La profondità media dello scavo nei punti irrigatore deve essere non inferiore ai 35/40 cm, avendo cura di pulire il fondo da sassi o detriti. Terminata la fase di scavo, procedere con la posa delle tubazioni, fermandole ogni tanto con terra di scavo.

Evitare gli accavallamenti di tubazioni; se gli scavi passano su zone pietrose, riportare sabbia su fondo e pareti dello scavo. Inserire anche i cavidotti per cavi elettrovalvole, o posizionare i cavi se del tipo da interramento diretto. Montare a parte, prima dell’inserimento nei pozzetti i collettori con le elettrovalvole , che possono essere nel caso si disponga di corrente elettrica, a 24 Vac, collegabili a programmatore 220 Vac / 24 Vac, oppure bistabili, normalmente 9 Vdc, collegabili a programmatore a pile, posizionabile nel pozzetto (i migliori sono tutti IP68).

Il costo delle elettrovalvole è superiore, ma è la soluzione da adottare se si è sprovvisti di corrente elettrica.

La soluzione più affidabile è quella del programmatore in ambiente protetto, tipo autorimessa, casetta, ecc., in quanto non esposto all’umidità dei pozzetti.

Ora sono presenti sul mercato anche sistemi a comando remoto, che permettono la gestione completa dell’impianto da smarthphone, tablet. Scegliere i pozzetti in base al gruppo di elettrovalvole che devono contenere, comunque preferire sempre una taglia in più, quando si effettuano i collegamenti con le tubazioni, lo spazio non è mai abbastanza.

Posizionare sul fondo dei pozzetti materiale drenante come pietrisco, per evitare ristagni d’acqua, e qualche mattone come appoggio per i gruppi valvola. I pozzetti devono essere posizionati in modo che il coperchio sia a livello con il terreno circostante. Iniziare i collegamenti dei gruppi valvola alle tubazioni, utilizzando per ogni valvola raccordi bocchettonati, che consentono il facile sgancio in caso di sostituzione della valvola.

I collegamenti dei tubi alle elettrovalvole dovranno essere assolutamente rettilinei, non curvare la parte terminale delle tubazioni per inserirla nei raccordi a compressione, pena la non tenuta; chiaramente questa operazione va effettuata a scavo aperto (la chiusura degli scavi va fatta solo a collaudo avvenuto).

Connettere i cavi elettrovalvola, al cavo multipolare che dovrà essere collegato al programmatore, tramite connettori stagni . Il collegamento si esegue con cavi colorati, unendo un cavo comune a tutte le elettrovalvole e un cavo colorato per ogni elettrovavola (1 colore per settore), come in figura. Utilizzare un cavo multipolare con almeno 2 cavi in più del necessario per eventuali futuri ampliamenti dell’impianto di irrigazione.

Procedere con la messa in posa degli irrigatori

nei punti segnati in precedenza. Evitare di montare l’ultimo irrigatore di ogni settore, ma lasciare aperto il tubo per effettuare lo spurgo della linea prima del collaudo. Il montaggio dell’irrigatore può avvenire tramite presa a staffa o raccordo a compressione (Tee sulla linea e gomito finale).

La soluzione con presa a staffa è sicuramente la più adottata, economica e veloce. Con tubo posizionato, e con ausilio di trapano a batteria, effettuare il foro nella parete superiore del tubo, tramite punta da ferro ben affilata di diametro 3 – 4 mm, avendo cura di fermarsi appena superata la parete (attenzione perché il materiale che si fora tende a trascinare la punta per effetto avvitamento).

Cambiare punta, per allargare il foro che dovrà essere di diametro simile a quello della presa a staffa. Posizionare la parte inferiore della presa a staffa e quella superiore, con l’O-ring, al centro del foro; avvitare e stringere parzialmente le ali della presa staffa con i bulloni in dotazione, avendo cura di non fare cadere i dadi nella terra. Utilizzare una prolunga filettata (fissa o regolabile, meglio quest’ultima) , , tra la presa a staffa e l’irrigatore, importante nel caso di abbassamenti di terreno, per regolare l’altezza ottimale dell’irrigatore. Avvitare l’irrigatore alla prolunga filettata e posizionarlo perpendicolare al terreno; avvitare completamente i bulloni della presa a staffa, la prolunga filettata, l’irrigatore, ma lasciare 1 giro di filettatura libera, per la regolazione finale durante il collaudo dell’impianto.

Utilizzare preferibilmente nastro teflon sulle filettature, meglio del tipo professionale, in quanto essendo più spesso, bastano 2 giri .

Procedere allo stesso modo anche nel caso si utilizzino raccordi a compressione per il montaggio degli irrigatori , , in questo caso, dovrete tagliare il tubo per poter inserire il raccordo a Tee. I tubi dei vari settori dovranno essere sempre lasciati un po’ più lunghi per avere margine di sicurezza durante la posa dell’impianto.

Evitate di usare un seghetto per il taglio dei tubi, perché produrrete un taglio sporco e molto materiale resta all’interno dei tubi; utilizzare cesoie adatte .

Nel caso l’impianto venga eseguito in zone soggette a gelate invernali, prevedere il montaggio di valvole di spurgo per ogni settore, da posizionare nel punto più basso della tubazione.

La valvola di spurgo si apre al di sotto di una certa pressione (0,2 – 0,5 bar), permettendo lo svuotamento dell’impianto. Sono dotate di filettatura maschio o femmina da ½ o ¾ e si montano su presa a staffa o raccordo a compressione. Intallare un sensore pioggia o un sensore meteo, che tenga conto anche dell’evapotraspirazione.

L’installazione deve avvenire all’aperto in zone non riparate da piante o costruzioni. Il collegamento al programmatore può avvenire tramite cavo o wireless. Prevedere anche in base al fabbisogno, prese d’acqua o fontanelle, che dovranno essere escluse dai settori, ma collegate direttamente alla linea principale, in modo da rifornire acqua al momento della richiesta, come un qualsiasi rubinetto.

Si utilizzerà un tubo di sezione adeguata ( 25 o 32 mm), che andrà posizionato utilizzando gli scavi effettuati. Gli idrantini presa rapida si montano normalmente dentro a pozzetti circolari, per comodità di manutenzione e si azionano mediante l’inserimento della chiave di apertura .

Per ultimo, installare, se sono previste zone irrigate a goccia, (ad esempio un orto o siepi, o alberature), un regolatore di pressione pre-tarato, prima dell’ala gocciolante, per evitare pressioni eccessive. Le linee di ala gocciolante, andranno possibilmente sospese dal terreno, mediante appositi ganci in caso contrario posizionate l’ala in modo che i gocciolatori abbiano il foro non a contatto con il terreno, a lungo andare potrebbero intasarsi per l’effetto risucchio che esercita l’ala a fine ciclo.

Eventualmente utilizzare gli appositi picchetti di fissaggio ala gocciolante . Utilizzare per la chiusura delle linee di ala gocciolante alla fine, delle valvoline, che serviranno per lo spurgo e la pulizia periodica .

Procedere alla fine al collaudo e alla verifica dell’impianto di irrigazione a scavi aperti.

Si apriranno manualmente uno alla volta i settori, mediante ¼ di giro del solenoide dell’elettrovalvola e si lascierà funzionare funzionare l’impianto per qualche minuto, così da permettere la pulizia e lo spurgo del settore. Montare poi l’ultimo irrigatore e riprovare il settore, aggiustando le traiettorie e gli angoli di lavoro di ogni irrigatore, sostituendo gli ugelli in caso di traiettorie lunghe o corte.

A questo scopo, munitevi eventualmente di bottiglie vuote da acqua in pet da 2 lt, (oppure secchi vuoti), alle quali taglierete il fondo e le posizionerete sugli irrigatori che vi bagnano durante le operazioni di messa a punto. Controllate che i raccordi e le connessioni tra i tubi non perdono, e se tutto è ok, chiudete le trincee con la terra di scavo. Per ultimo posizionate e livellate i pozzetti di contenimento gruppi valvole.

Manutenzione ordinaria dell’impianto di irrigazione

Irrigatori

controllare il funzionamento degli irrigatori periodicamente, pulendo gli ugelli otturati da terra o sedimenti; pulire anche i relativi filtri sottostanti. Questa manutenzione si esegue dalla parte superiore dell’irrigatore, asportando ugello e filtro, senza doverlo scavare dal terreno. Non usare oli o solventi per pulire gli irrigatori, ma solo acqua ed al limite sapone neutro. Controllare che l’angolo di lavoro sia corretto, eventualmente regolarlo.

Elettrovalvole

Controllare in caso di malfunzionamento ( non apertura o chiusura dell’elettrovalvola), che il foro al di sotto del solenoide non sia ostruito da impurità, o che il pistoncino del solenoide non sia grippato a causa di sporcizia o incrostazione, specialmente dopo lungo periodo di inattività. In entrambi i casi occorre smontare, svitandolo, il solenoide dal corpo dell’elettrovalvola.

Se anche dopo questa operazione l’elettrovalvola non funziona, controllare la conducibilità elettrica del solenoide, mediante tester in posizione OHM, se il solenoide è rotto il tester non rileva alcun valore. In questo caso sostituire il solenoide, normalmente recuperabile da un rivenditore specializzato se avete montato elettrovalvole di marca (Hunter, Rainbird, Rpe, Baccara, ecc.), non sempre recuperabile se sono state montate elettrovalvole di scarsa qualità, in questo caso dovrete sostituire tutta l’elettrovalvola.

Se L’elettrovalvola non chiude, smontare la calotta superiore del corpo (normalmente fissata con serie di viti o tramite ghiera girevole, in base al modello) e dopo aver asportato la calotta, controllare che il diaframma non sia deformato o bucato o che non vi siano impurità o sassolini all’interno del corpo elettrovalvola, che impediscono la chiusura del diaframma.

Filtro

pulire la massa filtrante ( a rete o dischi) periodicamente (almeno una volta al mese durante il periodo di utilizzo dell’impianto). Un filtro sporco o intasato può causare notevoli cali di pressione. La pulizia si esegue sotto un forte getto di acqua con l’aiuto di una spazzola.

Programmatore

normalmente i programmatori non richiedono manutenzioni particolari visto il grado di affidabilità raggiunto (programmatori di marca). Tutti i programmatori da collegare alla rete elettrica (220Vac>24Vdc) sono dotati di fusibile di protezione e pila tampone per le memorie. Controllare questi 2 componenti in caso di malfunzionamento. Nel caso di programmatori a pile, montare sempre marche affidabili e sostituire le pile periodicamente ( normalmente il display segnala la pila/e quasi esaurite tramite icona).

Manutenzione straordinaria dell’impianto di irrigazione

Controllare periodicamente il buon funzionamento della pompa (sommersa o di superfice), tramite lettura della pressione dal manometro. Il caso più frequente di ostruzione è dovuto alla presenza di sabbia nel fondo del pozzo, che provoca un calo di pressione. Si deve controllare che la girante della pompa funzioni correttamente, smontando il coperchio, eventualmente eliminare sporcizia ed incrostazioni.

Controllare anche il cuscinetto di supporto dell’albero della girante e che questa non sia incrinata. In tal caso portare la pompa ad un centro assistenza. Se montate una pompa di superfice è fondamentale per il corretto funzionamento, collegare il tubo di aspirazione (che deve essere rigido o con spirale per evitare lo schiacciamento in fase di pescaggio), in modo da evitare risucchi e bolle di aria.

Usare nastro teflon nelle filettature e stringere con fascette di metallo alta resistenza il tubo al raccordo con ghiera da avvitare alla pompa.

Utilizzare all’altro capo del tubo di aspirazione una valvola di non ritorno con filtro perché il tubo di aspirazione e la cassa della girante nel caso di pompa centrifuga non autoadescante, deve essere sempre pieno d’acqua e se avete eseguito bene i collegamenti questa operazione sarà sufficiente eseguirla la prima volta. Per ovviare a questa operazione montare una pompa centrifuga autoadescante (a doppia girante).

A fine stagione, nelle zone soggette a gelate, svuotare la pompa, togliendo il tappo di sfiato posto sul corpo della girante. In questo modo eviterete danni e rotture provocati da gelate. Tenere di scorta per utilizzarli in caso di rotture varie, spezzoni di tubo dei vari diametri, spezzoni di ala gocciolante, raccordi per la giunzione nei punti di rottura delle tubazioni, alcuni irrigatori e prolunghe filettate.

La lista del materiale necessario per eseguire un impianto di irrigazione

  • Pompa (sommersa o di superfice) – tubo di mandata o di pescaggio – autoclave – manometro
  • Valvole manuali
  • Filtro (a rete o dischi)
  • Collettore elettrovalvole
  • Pozzetti (rettangolari e circolari)
  • Elettrovalvole e master valve (opzionale)
  • Tubi polietilene da irrigazione diametri vari (PEAD o PEBD) o pvc
  • Giunti snodati per posizionamento irrigatori
  • Raccordi a compressione (Tee, gomiti, manicotti)
  • Raccordi filettati Polipropilene PN10 (nippli, manicotti, gomiti, tee, ecc.) e prese a staffa
  • Irrigatori statici e dinamici e prolunghe filettate o prolunghe regolabili
  • Irrigatori spray o bubbler per aiuole
  • Idrantini presa rapida
  • Ala gocciolante – raccorderia per ala gocciolante – picchetti o ganci di sostegno – riduttore di pressione
  • Cavo elettrico multipolare
  • Cavidotto
  • Programmatore
  • Sensore pioggia o meteo

Attrezzatura necessaria alla posa dell’impianto

  • Escavatrice (catenaria) o vanga
  • Badile rettangolare per pulizia scavi
  • Pala
  • Telo in plastica
  • Pinza per raccordi a compressione
  • Forbici taglia tubi
  • Olio al silicone (svitol o wd 40 ad esempio)
  • Nastro teflon
  • Calce o gesso
  • Bandierine segnalatrici
  • Cocci o materiale inerte
  • sabbia

Una volta impostato il progetto e scelto il materiale e le quantità, potrete acquistarlo in uno dei numerosi punti vendita specializzati, od anche facendoveli recapitare a casa acquistando sul nostro shop nella categoria irrigazione.

2 commenti
  1. Maurizio

    Devo dire che la guida è davvero ben fatta e molto utile per coloro che come me vorrebbero realizzare un prato verde nel giardino. Sarebbe utile uno schema di impianto completo da prendere come esempio con posizionate elettrovalvole, pozzetti, tubazioni, etc.

    • Grazie mille per il positivo riscontro! Considera che la guida in realtà non è neanche completa, poichè l’argomento trattato è veramente ampio.

      Più avanti inseriremo altre parti alla guida in cui spiegheremo con esempi pratici e foto sul campo la pratica dell’installazione dell’impianto e i consigli utili all’installazione.

      Continua a seguirci!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *